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Wud Design (+)

La ricerca dell’armonia delle forme, della bellezza è lo stimolo maggiore che abbiamo, prima ancora di dare una risposta di pratica funzionalità attraverso i nostri lavori.
Le nostre realizzazioni sono si ascrivibili nell’universo del design ma rispondono prima ancora alla ricerca dello scultore, del modellatore di forme.

Come è vero che tutto è già stato scritto, eppure c’è ancora spazio per farlo, così c’è ancora un modo per esplorare i territori della modellazione e ce ne rendiamo conto giorno per giorno nel subire il fascino nella ricerca del nuovo e del diverso.

Non è un percorso di fantasia il nostro, senza legami con la realtà, ma di creatività che si attua con un percorso leggibile e di dominio comune, inquadrabile in schemi che lo rendono ripercorribile, nella convinzione che, secondo la sensibilità di ognuno, si generino degli stati di ricompensa o dei rimandi con risonanze emotive e di stupore.

La tracciabilità del percorso è fondamentale; se invece le regole sono stabilite senza possibilità di comprensione da parte del fruitore, si instaura un rapporto di forza e non di condivisione.
La lettura di un’opera ben strutturata, leggibile e derivabile, sia pur a livelli diversi, porta emozione ma anche crescita, e tutti ne traggono un beneficio.

Per questo vorremmo che nel guardare i nostri progetti si generasse l’eccitazione di una ricerca con un percorso a ritroso nella composizione, finalmente svelata nella contorsione de suo farsi.

Siamo consapevoli che ciò significa operare nell’ambito di regole, di schemi prevedibili e rintracciabili, spesso poi si aggiungono limitazioni dovute a forme e dimensioni dei materiali a disposizione, ma non significa certo una rinuncia alla creatività.

Come confermato in letteratura dagli aderenti all’OULIPO, e proprio dandosi regole e quindi limitazioni, che si eleva il tasso di qualità e di novità, con risultati anche sorprendenti.

Non nascondiamo di sorprenderci spesso di certi risultati, che a volte superano le nostre stesse aspettative.

Wang Shu, premio Pritzker 2012, intervistato da “La Stampa” disse:
“Se vuoi fare l’architetto impara a fare il falegname”
Adriano Rolfo, al contrario, ha fatto l’architetto per lungo tempo ed ora crediamo sia pronto per fare il falegname.

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